Dall'Hotel Borromeo alla dimora di famiglia
L'italo-canadese John Canessa decide di acquistare la settecentesca locanda con annessa stazione di posta della diligenza del Sempione e di ampliarla per dare a Belgirate il suo primo sontuoso albergo: l'Hotel Borromeo. L'eccellente accoglienza, le finiture di pregio, la cura degli arredi, il giardino frondoso, la vista sul lago e la mitezza del clima attirano una vasta clientela italiana e internazionale che ne decreta il successo per i successivi venticinque anni.
Gaspare Piceni, armatore genovese originario di Magognino, trascorre come d'abitudine le vacanze estive nella casa di famiglia quando alla figlia Rosa, poco più che adolescente, viene una brutta febbre che non accenna a diminuire. Viene chiamato d'urgenza Venturino Martelli, il giovane medico di Belgirate, che la risana in breve tempo. Stranamente, però, la convalescenza sembra non finire mai: le visite del dottore diventano interminabili, tanto che Gaspare lo sollecita a occuparsi dei malati veri. Con l'allontanamento dell'affascinante medico Rosa si immalinconisce, e il padre le consente di riprendere la frequentazione.
Poco tempo dopo i due decidono di sposarsi; Gaspare Piceni benedice le nozze acquistando l'Hotel Borromeo, che nel frattempo ha cessato l'attività, e lo dona a Rosa. Villa Piceni diventa così dimora di famiglia e, grazie alla brillante personalità di Venturino Martelli, è per parecchi anni il fulcro della vita sociale della sponda piemontese del Lago Maggiore. Figli, nipoti e pronipoti la eleggono luogo del cuore e tornano ogni anno a trascorrervi le vacanze estive.
Ignazio e Guido Fiume, quinta generazione di discendenti di Gaspare Piceni, con un atto d'amore che ricorda quello dell'avo, si sono impegnati in un profondo restauro che ha riportato l'immobile agli antichi fasti, rendendolo disponibile per eventi, cerimonie e soggiorni nella suggestiva cornice del Lago Maggiore.